giovedì 27 giugno 2013

Aspettiamo i vostri video !!

Stiamo preparando la dodicesima edizione di Medioevo in Libreria, ciclo di proiezioni, conferenze e viste guidate che andrà in scena un sabato al mese dal 19 ottobre 2013 al 12 aprile 2014. Sette appuntamenti dedicati alle città italiane nel Medioevo con le conferenze che avranno inizio alle ore 16,00 e saranno precedute alle 15,30 da una video proiezione. Per questa edizione ci piacerebbe poter dare spazio ai vostri video. È un invito ad inviarci il materiale rivolto alle Pro Loco, ai Comuni, ma anche ai privati e agli appassionati, ai produttori e ai distributori. I filmati dovranno essere in DVD della durata non superiore ai 20 minuti e andranno spediti a Italia Medievale, via delle Forze Armate, 260 - 20152 Milano, entro il 22 settembre 2013. Tra tutti quelli pervenuti ne selezioneremo sette dandone immediata segnalazione ai fornitori. Promuovete la vostra città, il vostro borgo, la vostra residenza, il vostro esercizio purché tutto sia "rigorosamente" medievale.
Per saperne di più su Medioevo in Libreria visitate il blog costantemente aggiornato: medioevoinlibreria.blogspot.it.

martedì 28 maggio 2013

Medioevo in Libreria 2013-2014, calendario

Stiamo lavorando sul programma della XII edizione di Medioevo in Libreria. Come primo passo è stato definito il calendario:
Sabato 19 ottobre 2013
Sabato 16 novembre
Sabato 14 dicembre
Sabato 18 gennaio 2014
Sabato 15 febbraio
Sabato 15 marzo
Sabato 12 aprile
Per questa edizione le visite guidate torneranno ad occuparsi di Milano e saranno condotte da Francesca Morelli, mentre le conferenze proseguiranno il viaggio attraverso le città italiane nel Medioevo e dovrebbero portarci, salvo variazioni o modifiche, a Trieste, Venezia, Ravenna, Genova, Firenze, Urbino, Sorrento.

Medioevo in Libreria 2012-2013, il video della settima giornata

martedì 9 aprile 2013

La visita guidata della settima giornata

Sabato 13 aprile 2013
Ore 11,00: Il Medioevo corre sull’acqua: Gita sui Navigli (Itinerario delle conche). Costo 5 euro. Ritrovo in Alzaia Naviglio Grande, 4.
Percorso storico culturale dei Navigli milanesi. Si offre al visitatore la possibilità di immergersi negli antichi luoghi solcati dai barconi che rifornivano di svariati beni la vecchia Milano. La partenza è situata in Alzaia Naviglio Grande 4 e, una volta partiti, si può ammirare il vicolo dei Lavandai, uno dei numerosi lavatoi dove le donne per secoli hanno pulito a forza di braccia i panni dei milanesi. Proseguendo si arriva all´approdo in Alzaia Naviglio Grande 66, presso Palazzo Galloni, dove ha sede il ´Centro degli Incisori´.
Segue uno dei più significativi complessi monumentali del primo tratto del canale, composto dalla chiesa, dal ponte e dal lavatoio di San Cristoforo. Dalla chiesa binata di San Cristoforo, capolavoro del XIV secolo, duchesse, re ed imperatori partivano per entrare a Milano, via acqua.
Si ritorna poi verso il vicolo dei Lavandai e, passando sotto il ponte detto dello ‘Scodellino´, così chiamato per le vecchie osterie, si entra nella Darsena, un tempo autentico porto di interscambio per il commercio con il Lago Maggiore, grazie ai 1000 metri di banchine attrezzate per l´attracco delle chiatte che ne facevano uno dei più grandi porti interni del Mediterraneo. Successivamente si passa sul Naviglio Pavese, che si percorre fino al primo sostegno idraulico la famosa chiusa della ‘Conchetta´: recentemente ristrutturata da Regione Lombardia.
Si rientra poi in Alzaia 4 passando nuovamente per la Darsena.
In collaborazione con Navigli Lombardi.

venerdì 1 marzo 2013

La visita della sesta giornata

ATTENZIONE: la proprietà dell'abbazia ci ha appena comunicato che, per ragioni di sicurezza dovute a lavori in corso, la visita precedentemente autorizzata, è stata annulata. 
Sabato 16 marzo 2013
Ore 11,00: Il Medioevo corre sull’acqua: Visita guidata al Priorato di San Giovanni Battista a Vertemate (CO). Costo 5 euro. Ritrovo davanti all'ingresso.
L'abbazia viene fondata nel 1086 come priorato cluniacense da un monaco chiamato Gerardo, proveniente dall'abbazia di Cluny. Consacrata nel 1095 dal Vescovo di Imola Odone, ottiene il privilegio di Priorato, condiviso con altri due monasteri della zona: San Pietro di Vallate a Cosio Valtellino e San Nicola di Figina a Galbiate.
Nel 1288 il sito subisce notevoli danni per mano dei Comaschi in lotta con Milano: i vari edifici vengono occupati e ridotti in cattivo stato. Una ricostruzione effettiva viene praticata solamente duecento anni dopo, durante il Quattrocento, sotto Papa Sisto IV, che riporta l'abbazia all'antico splendore.
Sotto la Repubblica Cisalpina, nei primi anni dell'Ottocento, i monaci vengono cacciati e il complesso diventa proprietà dei marchesi Cusani di Desio e utilizzato come cascinale agricolo. Definitivamente abbandonata durante il Novecento, l'abbazia viene finalmente restaurata nella seconda metà del secolo da Piero Ricotti e riportata al suo aspetto originario. Tra il 1993 e il 2005 vi trova sede una comunità di monaci benedettini, diventando un centro di spiritualità della zona dedicato a varie attività artistiche, quali il restauro di libri antichi.
Il complesso monastico, inserito in una suggestiva ambientazione isolata e boschiva, comprende la chiesa, un chiostro, i dormitori, la cucina e altri locali, ad esempio un forno, attualmente trasformato in locale caldaie. La chiesa, di architettura romanica, è composta da tre navate, una centrale più grande e due laterali minori, tutte e tre concluse da un'abside sul fondo. È presente anche un transetto. La facciata a salienti è molto semplice, in pietra a vista, con portale centrale sormontato da un finestrone e due monofore in corrispondenza delle navate laterali.
Oggi l'abbazia è privata e al momento non sono consentite visite. In via del tutto eccezionale, la proprietà ci ha concesso il permesso di accedere all'abbazia e di poterne ammirare gli esterni.
ATTENZIONE: la proprietà dell'abbazia ci ha appena comunicato che, per ragioni di sicurezza dovute a lavori in corso, la visita precedentemente autorizzata, è stata annulata.

mercoledì 13 febbraio 2013

La visita guidata della quinta giornata

Sabato 23 febbraio 2013
Ore 11,00: Il Medioevo corre sull’acqua: Visita guidata alla Basilica di Santa Maria di Calvenzano a Vizzolo Predabissi (MI). Costo 5 euro. Ritrovo davanti all'ingresso.
La chiesa fondata nel sec. XI o all'inizio del XII dai Cluniacensi in parallelo all'avvio della bonifica dei terreni circostanti, sorge, con l'annesso complesso conventuale ricostruito nel XVII-XVIII, sul luogo ove secondo una tradizione sarebbe stato giustiziato Severino Boezio (524). Il materiale usato è il cotto della tradizione lombardo-padana, disposto a spina di pesce, con inserimenti di materiali di recupero, probabilmente da costruzioni romane. Sulla facciata tardoquattrocentesca spicca il portale che reca, con altri raffinati rilievi ornamentali, scene della vita di Gesù di scultore comasco con influssi borgognoni (primo quarto sec. XII). Grandi arcate sostengono il fianco libero, mentre delle antiche absidi sopravvivono solo quella centrale e la sinistra, ritmate da lesene e da archetti pensili. L'interno, a tre navate divise da pilastri, ha nella calotta dell'abside maggiore un affresco (Madonna incoronata dal Figlio, santi e arcangeli) di pittore lombardo di metà '300 sensibile agli influssi bizantini e riminesi. Nel 1999, dopo i restauri iniziati nel 1995, la basilica dedicata a Santa Maria di Calvenzano viene riaperta al culto.
La visita sarà curata dall'associazione In Agro Calventiano. 

Medioevo in Libreria 2012-2013, il video della quarta giornata

lunedì 21 gennaio 2013

La visita guidata della quarta giornata

Sabato 15 dicembre 2012
Ore 11,00: Il Medioevo corre sull’acqua. Visita guidata al Castello di Maccastorna (LO). Costo: 5 euro. Ritrovo davanti all’ingresso.
La nascita della Rocca risale alle lotte tra Guelfi e Ghibellini cremonesi: fu fondata dai Ghibellini intorno al1250 che la usarono come rifugio nel 1270, dopo essere stati sconfitti e costretti alla fuga dai Guelfi. Dopo un assedio durato un anno, la Rocca fu conquistata, saccheggiata, distrutta ma subito riedificata. Nel secolo seguente passò ai Vincimala, cui subentrarono poi i Visconti. Nel 1385 fu venduta da Bernabò Visconti a Guglielmo Bevilacqua, esponente di una potente famiglia veronese, come regalia per meriti di guerra. I Bevilacqua tennero il feudo e la Rocca fino alla fine dell'Ottocento, ad eccezione di un breve periodo nel XV sec. durante il quale si verificò l'episodio più famoso legato alla Rocca. Nel 1406 venne donata a Cabrino Fondulo da Carlo Cavacabò, signore di Cremona. Desiderando impossessarsi della città, il Fondulo invitò Cavalcabò e alcuni suoi familiari nel maniero e nottetempo li uccise tutti a tradimento, divenendo in tal modo il padrone di Cremona. Le leggende parlano dei fantasmi degli uccisi che si aggirano nel Castello chiedendo vendetta. Se Cabrino Fondulo è passato alla storia come uomo sleale e sanguinario, è al suo nome che sono legati i maggiori interventi sulla Rocca. Infatti dotò il complesso di otto torri, quattro angolari e quattro al centro di ogni lato, mentre abbellì l'interno facendo affrescare varie sale. Attualmente la Rocca, sede dell'Azienda Agricola Biancardi e si presenta in buono stato di conservazione. Delle otto torri ne rimangono tre sul lato settentrionale e una al centro del lato meridionale. Sono presenti le mura merlate, il rivellino dove una volta vi era il ponte levatoio e il fossato che conserva parte degli spalti originari.
La visita, condotta dallo storico Davide Tansini, proseguirà alla volta di Pizzighettone (CR).
I signori di Milano provvidero nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento a trasformare Pizzighettone – cittadina situata sul fiume Adda, fra Cremona, Lodi e Piacenza – in una testa di ponte fortificata volta a difendere e controllare il Cremonese ed il basso córso del fiume: un caposaldo strategico, anzi, una vera e propria «città da guerra», munita di torri, cinta muraria, castello e rocchette. Pur inglobate entro successivi restauri e trasformazioni – la piazzaforte rimase attiva sino al XIX secolo, oltre l’Unità d’Italia – le edificazioni viscontee costituiscono il fondamento ancór oggi riconoscibile di uno déi principali presidî un tempo esistenti in Lombardia e nella Pianura Padana.