martedì 26 agosto 2014
giovedì 5 giugno 2014
Medioevo in Libreria 2014-2015, le date della XIII edizione
Ecco le date della XIII edizione di Medioevo in Libreria 2014-2015:
sabato 18 ottobre 2014
sabato 15 novembre 2014
sabato 13 dicembre 2014
sabato 17 gennaio 2015
sabato 14 febbraio 2015
sabato 14 marzo 2015
sabato 11 aprile 2015
sabato 17 gennaio 2015
sabato 14 febbraio 2015
sabato 14 marzo 2015
sabato 11 aprile 2015
Presto online il programma completo.
giovedì 20 marzo 2014
Medioevo in Libreria 2013-2014, la visita guidata della settima giornata
Sabato 12 aprile 2014
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla Chiesa di San Gottardo in Corte. Costo 5 euro: Ritrovo davanti all'ingresso in Via Pecorari a Milano. A cura di Mauro Enrico Soldi.
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla Chiesa di San Gottardo in Corte. Costo 5 euro: Ritrovo davanti all'ingresso in Via Pecorari a Milano. A cura di Mauro Enrico Soldi.
La cappella fu eretta per ordine di Azzone Visconti intorno al 1336, accanto ai palazzi del potere signorile e vescovile. La costruzione fu dedicata inizialmente alla Vergine, cui i milanesi erano devotissimi in quel periodo, quindi a san Gottardo, tradizionalmente invocato come protettore contro i disturbi che affliggevano Azzone, i calcoli e la gotta.
Da pochi giorni, purtroppo, la chiesa è chiusa per l'avvio dei restauri a cura dell'Opera del Duomo, dopo l'accordo con il Comune di Milano che l'ha concessa in comodato d'uso gratuito fino al 2 maggio 2031. Gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria, i costi delle utenze, i servizi di vigilanza, custodia e pulizia, gli interventi di messa a norma degli spazi e degli impianti, così come il restauro dell’immobile saranno interamente a carico del concessionario, per tutta la durata del contratto.
Ci troveremo comunque dinnanzi alla chiesa per ammirare lo splendido campanile delle ore e ascoltare la storia di questo edificio e dei personaggi ad esso legati. Poi ci sposteremo in un altro luogo, forse ancor più significativo per le vicende della Milano medievale: Piazza dei Mercanti, dove potremo scoprire le sue origini, la nascita del Broletto Nuovo, la stupenda Loggia degli Osii con la «parlera», dove si affacciava il giudice per leggere le sentenze di fallimenti (i mariuoli dovevano sedere sulla «pietra dei falliti», in mezzo alla piazza, dove adesso c' è il pozzo). Potremo osservare il rilievo con la prima statua equestre del medioevo, raffigurante Oldrado da Tresseno a cavallo e attribuita a Benedetto Antelami o alla sua scuola. Oldrado fu il podestà di Milano che per primo applicò la legge del 1228 che prescriveva il rogo per gli eretici. Nell’epigrafe il podestà viene ricordato per le sue imprese: avere bruciato sul rogo i catari e aver costruito il palazzo nel 1233.
Sopra alla figura a cavallo è posta l’aquila, antico simbolo romano del comando, sotto l’iscrizione: «MCCXXXIII D[omi]n[u]s Oldrad[us] de Trexeno pot[estas] Mediolani». Nel registro inferiore della nicchia trovano spazio i versi: «Atria q[ui] grandis solii regalia sca[n]dis/ p[rae]sidis h[aec] memores Oldradi se[m]p[er] honores / civis laudensis fidei tutoris et ensis / q[ui] soliu[m] struxit, Catharos ut debuit uxit»: un invito, a chi passava sotto i regali portici del grande palazzo, a ricordare sempre i meriti del podestà Oldrado, cittadino di Lodi, difensore e spada della fede, che costruì il palazzo e bruciò, come gli era imposto di fare, i Catari.
Da pochi giorni, purtroppo, la chiesa è chiusa per l'avvio dei restauri a cura dell'Opera del Duomo, dopo l'accordo con il Comune di Milano che l'ha concessa in comodato d'uso gratuito fino al 2 maggio 2031. Gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria, i costi delle utenze, i servizi di vigilanza, custodia e pulizia, gli interventi di messa a norma degli spazi e degli impianti, così come il restauro dell’immobile saranno interamente a carico del concessionario, per tutta la durata del contratto.
Ci troveremo comunque dinnanzi alla chiesa per ammirare lo splendido campanile delle ore e ascoltare la storia di questo edificio e dei personaggi ad esso legati. Poi ci sposteremo in un altro luogo, forse ancor più significativo per le vicende della Milano medievale: Piazza dei Mercanti, dove potremo scoprire le sue origini, la nascita del Broletto Nuovo, la stupenda Loggia degli Osii con la «parlera», dove si affacciava il giudice per leggere le sentenze di fallimenti (i mariuoli dovevano sedere sulla «pietra dei falliti», in mezzo alla piazza, dove adesso c' è il pozzo). Potremo osservare il rilievo con la prima statua equestre del medioevo, raffigurante Oldrado da Tresseno a cavallo e attribuita a Benedetto Antelami o alla sua scuola. Oldrado fu il podestà di Milano che per primo applicò la legge del 1228 che prescriveva il rogo per gli eretici. Nell’epigrafe il podestà viene ricordato per le sue imprese: avere bruciato sul rogo i catari e aver costruito il palazzo nel 1233.
Sopra alla figura a cavallo è posta l’aquila, antico simbolo romano del comando, sotto l’iscrizione: «MCCXXXIII D[omi]n[u]s Oldrad[us] de Trexeno pot[estas] Mediolani». Nel registro inferiore della nicchia trovano spazio i versi: «Atria q[ui] grandis solii regalia sca[n]dis/ p[rae]sidis h[aec] memores Oldradi se[m]p[er] honores / civis laudensis fidei tutoris et ensis / q[ui] soliu[m] struxit, Catharos ut debuit uxit»: un invito, a chi passava sotto i regali portici del grande palazzo, a ricordare sempre i meriti del podestà Oldrado, cittadino di Lodi, difensore e spada della fede, che costruì il palazzo e bruciò, come gli era imposto di fare, i Catari.
martedì 18 marzo 2014
martedì 4 marzo 2014
Medioevo in Libreria 2013-2014, la visita guidata della sesta giornata
Sabato 15 marzo 2014
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla Basilica di Santa Maria presso San Celso. Costo 5 euro: Ritrovo davanti all'ingresso in Corso Italia, 37 a Milano. A cura di Mauro Enrico Soldi.
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla Basilica di Santa Maria presso San Celso. Costo 5 euro: Ritrovo davanti all'ingresso in Corso Italia, 37 a Milano. A cura di Mauro Enrico Soldi.
La basilichetta benedettina di S. Celso risulta nota, almeno dall'VIII
sec., in località "ad tres moros"( i tre mori), dove già Sant'Ambrogio
aveva scoperto, presso un cimitero, i corpi dei martiri Nazaro e Celso.
Il corpo del primo fu traslato nella Basilica Apostolorum (l'odierna S.
Nazaro) e qui fu costruita una cappelletta per custodire il corpo di
Celso, adornandola con un dipinto della Madonna su un muro.
Nel X sec., si principiano i lavori per la fondazione del monastero di San Celso: il vescovo in carica, Landolfo da Carcano, decide di far gettare la prima pietra per la nuova chiesa e di farsi preparare qui il sacello. Ben presto le opere si bloccano per il rinvenimento delle spoglie del IV vescovo, Castriziano, subito traslato nella chiesa di S.Giovanni in Conca. Vengono usati per l'impresa materiali di riuso trovati in loco, come la stele mutilata, con i due sposi romani divenuta semicapitello. Ne risulta una chiesa con impianto a tre navate.
Alla metà dell'XI sec, secondo le testimonianze, il monastero risulta in questo periodo appena restaurato. Dal 1168, fino al 1671 sec. verranno aggregate anche strutture ospedaliere per le ragazze madri e i trovatelli.
L'idea di giustapporre a questo antico nucleo una nuova e più grande chiesa, scaturisce dalla venerazione della vetusta immagine voluta da Ambrogio e per questo detta Madonna di Sant'Ambrogio, affrescata su una stele in nicchia (ancora visibile oggi nell'altare monumentale) che diviene di grande popolarità all'inizio del XV sec., a seguito di eventi miracolosi.
Nel X sec., si principiano i lavori per la fondazione del monastero di San Celso: il vescovo in carica, Landolfo da Carcano, decide di far gettare la prima pietra per la nuova chiesa e di farsi preparare qui il sacello. Ben presto le opere si bloccano per il rinvenimento delle spoglie del IV vescovo, Castriziano, subito traslato nella chiesa di S.Giovanni in Conca. Vengono usati per l'impresa materiali di riuso trovati in loco, come la stele mutilata, con i due sposi romani divenuta semicapitello. Ne risulta una chiesa con impianto a tre navate.
Alla metà dell'XI sec, secondo le testimonianze, il monastero risulta in questo periodo appena restaurato. Dal 1168, fino al 1671 sec. verranno aggregate anche strutture ospedaliere per le ragazze madri e i trovatelli.
L'idea di giustapporre a questo antico nucleo una nuova e più grande chiesa, scaturisce dalla venerazione della vetusta immagine voluta da Ambrogio e per questo detta Madonna di Sant'Ambrogio, affrescata su una stele in nicchia (ancora visibile oggi nell'altare monumentale) che diviene di grande popolarità all'inizio del XV sec., a seguito di eventi miracolosi.
lunedì 17 febbraio 2014
lunedì 27 gennaio 2014
Medioevo in Libreria 2013-2014, la visita guidata della quinta giornata
Sabato 15 febbraio 2014
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla
Basilica di San Marco. Costo: 5 euro. Ritrovo davanti all’ingresso in
Piazza San Marco, 2 a Milano. A cura di Francesca Morelli.
Secondo la tradizione la chiesa è stata dedicata a San Marco per riconoscenza dell'aiuto prestato da Venezia a Milano nella lotta contro il Barbarossa ma le prime notizie certe risalgono al 1254 quando Lanfranco Settala, priore generale degli Eremitani di sant'Agostino, fece costruire una chiesa gotica a tre navate inglobando costruzioni precedenti. La struttura non subì varianti rilevanti sino al XVII secolo quando la chiesa, divenuta casa generalizia dell'ordine agostiniano, fu trasformata in forme barocche e divenne, dopo il Duomo, la più ampia di Milano.
La facciata è frutto di un restauro del 1871 di Carlo Maciachini che mantenne il portale a tutto sesto in marmo con architrave, una
galleria di archetti gotici, il portale e le tre statue soprastanti. Con
il suddetto restauro, l'architetto cerco di ripristinare le
caratteristiche originarie gotiche della facciata, eliminando le
aggiunte e le modifiche successive.
Del glorioso passato la basilica conserva il campanile e l'imponente
portale in pietra, su cui poggiano le tre statue che raffigurano San
Marco, Sant'Ambrogio e Sant'Agostino attribuite a Giovanni di Balduccio
da Pisa (1320).
martedì 21 gennaio 2014
mercoledì 8 gennaio 2014
Medioevo in Libreria 2013-2014, la visita guidata della quarta giornata
Sabato 18 gennaio 2014
Ore 11,00: Milano e il Medioevo della santità: Visita guidata alla Basilica di Sant'Eustorgio. Costo 5 euro. Ritrovo davanti all'ingresso in Piazza Sant'Eustorgio, 1. A cura di Francesca Morelli.
La fondazione della basilica, posta su
un'area cimiteriale risalente al III-IV secolo d.C., per tradizione
coincidente con il luogo in cui si riteneva che l'apostolo Barnaba
avesse battezzato i primi cristiani, è stata per lungo tempo attribuita a
Eustorgio I, vescovo di Milano (344-350 d.C.).
I resti di una prima chiesa, di epoca paleocristiana (VI secolo), sono visibili sotto l'abside, la cui muratura, databile alla prima metà dell'XI secolo, testimonia le successive trasformazioni in età romanica. La basilica aveva impianto longitudinale, forse coperto da volta a botte, concluso da tre absidi semicircolari. A sud della chiesa vi era la sede dei canonici.
I resti di una prima chiesa, di epoca paleocristiana (VI secolo), sono visibili sotto l'abside, la cui muratura, databile alla prima metà dell'XI secolo, testimonia le successive trasformazioni in età romanica. La basilica aveva impianto longitudinale, forse coperto da volta a botte, concluso da tre absidi semicircolari. A sud della chiesa vi era la sede dei canonici.
La serie di interventi intrapresi nel corso
del XIII secolo portarono a radicali trasformazioni dello spazio
preesistente. La chiesa assunse un alzato “a sala”, adatto alle esigenze
di predicazione dell'ordine, in base alle quali venne eretto anche un
pulpito, originariamente in legno, all'esterno della chiesa, sostituito
nel 1597 da una costruzione in muratura.
Negli ultimi decenni del XIII secolo iniziò la costruzione del campanile che si protrasse sino al 1309.
Nel settimo decennio del Quattrocento il nobile fiorentino Pigello Portinari fece costruire una cappella, con funzione di sepoltura, destinata a contenere la reliquia del capo di San Pietro Martire.
Nel 2000 la
parrocchia si è fatta carico di un intervento di restauro conservativo
della facciata della basilica e delle prime tre cappelle gentilizie del
fianco meridionale, nonché di un progetto di riqualificazione
funzionale, al fine di costituire un nuovo percorso museale,
degli ambienti del lato sud del primo chiostro e della Sala Capitolare,
ove sono emersi nuovi elementi decorativi e strutturali.
martedì 17 dicembre 2013
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